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Tappeti persiani
Negli ultimi anni del XV sec. e all'inizio del XVI si verifica in Persia una straordinaria fioritura dell'arte del tappeto, che rinnova forme e stile in capolavori di ineguagliata ricchezza e profondità di invenzione, nobiltà di composizione, purezza di disegno. Non a caso ciò avviene in una particolare congiuntura storica: dopo essere stata soggetta a dinastie selgiucide prima, ai Mongoli poi, la Persia, con Ismail I (1502 - 1524), è riunificata dalla dinastia nazionale dei Safavidi. Inizia allora un periodo di rinascita politica, economica e artistica del paese; in questo quadro, l'improvviso slancio creativo che si manifesta nei tappeti trova una logica spiegazione. Se da una parte, le esigenze di fasto e di magnificenza dei nuovi sovrani e della loro corte davano impulso alla fabbricazione dei tappeti, d'altra parte questi potevano attingere motivi e immagini dalle molteplici forme espressive della coeva arte persiana, giunta ad un altissimo grado di qualità e di raffinatezza stilistica. Nei Tappeti le date sono espresse secondo il calendario mussulmano, in l’anno ha una durata diversa dal nostro. La distinzione delle varie fabbriche attive in diverse regioni della Persia è ancora incerta. Tuttavia si ritiene che un gruppo di tappeti, particolarmente splendidi per qualità artistica e preziosità materia provengano dal Tabriz. Altri centri furono Kascian, Kirman, Herat. Una classificazione molto usata distingue i tappeti persiani secondo i loro motivi decorativi. E’ certo un sistema empirico, ma può servire per un primo orientamento:
Tappeto a medaglione, può esservi un solo medaglione centrale contornato da pendenti; oppure, più medaglioni sono distribuiti nel campo del tappeto.
Tappeto ad animali e cacce, dove viene rappresentata la vita di corte del tempo, infatti la caccia era lo sport preferito dei principi e dei nobili persiani.
Tappeto ad alberi e a giardini, gli alberi possono costituire un motivo decorativo ed in qualche caso possono essere combinati col motivo dei medaglioni, e persino con scene di caccia
Tappeti a vasi, da un motivo centrale si dipartono palmette e fiori.
Tappeti a scomparti, il campo del tappeto è diviso in molti riquadri, di forma più o meno irregolare per ottenere un effetto simile a quello del mosaico.
Tappeto a fiori a nastri, palmette e rgandi fiori, collegati da nastri simbolici compongono un fitto disegno. Sono detti anche Herat dalla città in cui vennero in prevalenza lavorati.
Tappeti da preghiera, al centro di questi tappeti compare il Mihrab, sorta di nicchia derivata dalla forma dell’altare nelle moschee. Il tipo non è molto frequente nei tappeti persiani. (De Agostini)

 

Tappeti caucasici
Nei tappeti del Caucaso del XIV – XV Secolo ritroviamo i caratteristici disegni del drago e della fenice. Anche se la loro produzione fu continuata a lungo, dal XIX-XX secolo la tendenza subì forte cambiamento di stile, infatti in commercio si trovano i tipi Kuba ( a fiori, palmette e stelle), Hila (con medaglioncini), Scirvan (ad animali).
Dal Caucaso meridionale provengono i Kazak, con ornamentazione geometrica robusta e colori vivaci.

Tappeti cinesi

I tappeti cinesi hanno caratteristiche diverse da quelle degli altri tappeti orientali. I disegni hanno significati simbolici (emblemi buddisti e taoisti) e sono liberamente disposti sulla superficie, con viva sensibilità pittorica. I colori sono delicati, con prevalenza di blu e di gialli.

Tappeti indiani
La produzione dei tappeti avveniva presso le corti degli imperatori Moghul, ecco perché furono prodotti tappeti di grande qualità. Nel tappeto indiano è nota l’influenza dell’arte persiana, ma il gusto locale tende ad accentuare gli elementi di ispirazione naturalistica e figurativa.